Nella stessa data coincidono tante ricorrenze: l’equinozio di primavera, l’onomastico di San Benedetto, la Giornata Mondiale della Poesia e la Giornata Internazionale delle Foreste… e in Monferrato anche l’anniversario della leggendaria cavalcata di Aleramo e della storica prima designazione del territorio con l’attuale denominazione.

Come ricorda il presidente della sezione dell’Associazione Nazionale Alpini di Casale MonferratoGian Luigi Ravera, in dialetto monferrino PRIMAVERA si dice …

La precedente giornata del 19 MARZO, onomastico di San Giuseppe, il patrono degli artigiani, è una data dedicata alla cultura artigiana, un patrimonio della tipologia di beni dall’UNESCO catalogati e recensiti nel repertorio di ICH / Intangible Cultural Heritage (eredità culturale immateriale) e composto da vari ‘elementi’, o ingredienti: la rigorosa regola d’arte e i fantasiosi, creativi e ingegnosi trucchi del mestiere di ogni professione artigiana che i mastri trasmettono agli apprendisti mostrando loro come si mettono in pratica e anche con le pittoresche immagini di poesie, liriche, proverbi, motti e filastrocche a cui è dedicata la Giornata Mondiale della POESIA ed espresse con le parole del gergo professionale e del lessico dialettale, un linguaggio molto comunicativo e vivido, che vive nella vitalità e vivacità delle comunità territoriali e alla cui conservazione è dedicato il programma International Decade of Indigenous Languages 2022 – 2032 coordinato dall’UNESCO.

All’ingresso della 75ª Mostra Regionale di San Giuseppe in svolgimento a Casale Monferrato dal 15 al 24 MARZO è esposta l’installazione allestita dalla sede locale di CONFARTIGIANATO IMPRESE, il cui significato è spiegato nell’intervista raccolta alla postazione di Radio IN FIORE.

Le testimonianze dei referenti della sede di CONFARTIGIANATO IMPRESE ALESSANDRIA a Casale Monferrato – il Presidente Renato Brunello, la Vice-Presidente Nicoletta Cardillo e il Direttore Mirco Capra – documentano l’importanza, quindi il valore, delle abilità, delle competenze e, in particolare, delle conoscenze tramandate, oltre che nei percorsi di formazione, in laboratori, officine e botteghe e botteghe dove gli esperti maestri d’arte istruiscono le nuove generazioni di artigiani.

Alcune specialità della gastronomia e della pasticceria tradizionali monferrina sono contenute nella SANSABOX presentata dal Comune di San Salvatore Monferrato nella manifestazione cittadina allo stand in cui il 21 MARZO c’erano una scolaresca e il sindaco, Corrado Tagliaferro, che nell’occasione ha riferito dell’iniziativa svolta nella mattinata della Giornata Internazionale delle FORESTE e ‘svelato’ il contenuto della favolosa confezione contenente i ‘tesori’ del meraviglioso paese monferrino.

Lo stretto e indissolubile legame tra le attività e produzioni enogastronomiche e artigianali con le risorse naturali dei territori alla 75ª Mostra Regionale di San Giuseppe era stato evidenziato il 19 MARZO / Giornata della CULTURA ARTIGIANA da Giancarlo Durando, direttore scientifico di MONFERRATO GREEN FARM, e negli interventi  del giornalista Enrico Sozzetti, dello chef Christian Ruocco, titolare di F@ARM, e di Enrico Franchini, responsabile della comunicazione del Gruppo BONZANO e sarà un argomento della seconda trasmissione di LA VOCE DEL PO, in onda il 22 MARZO / Giornata Mondiale dell’ACQUA .

La ricorrenza del 21 MARZO / Giornata Internazionale delle FORESTE ricorda che nel 2020 / Anno Internazionale della Salute delle PIANTE l’UNESCO ha incluso nell’elenco di ICH il Codice Forestale benedettino-camaldolese e l’onomastico di San Benedetto, il patrono degli agricoltori, degli agronomi, degli architetti, dei chimici, degli ingegneri e degli speleologi e d’Europa, rammenta che nelle cronache medievali la data è contrassegnata come quella della leggendaria ‘cavalcata di Aleramo’, ovvero della fondazione del marchesato monferrino. Una coincidenza non casuale, perché la leggenda eziologica del Monferrato mescola il ricordo di avvenimenti realmente accaduti e fatti immaginari, tra cui che l’orfano di origini sassoni o sveve che di mestiere faceva il carbunin, cioè boscaiolo, e si era arruolato nell’esercito imperiale come cuoco, riuscendo a ‘far carriera’ diventò un soldato e venne nominato coppiere, ovvero mescitore di vino, del sovrano e poi, dopo la rocambolesca fuga d’amore con una principessa, fu insignito ‘signore’ delle terre dal Po al mar Ligure. Inoltre, la trama fantasiosa spiega che il marchesato fu denominato Monferrato, in dialetto locale Munfrà, a ricordo dell’avventurosa cavalcata di 3 giorni con cui il baldo giovane delimitò il marchesato e dell’incidente di percorso, la perdita di un frà (ferro) dallo zoccolo del destriero e la sua sistemazione grazie all’intervento di un frate, che soccorse il fantino suggerendo l’uso di un mun (mattone) come martello. Questa storia immaginaria ha permesso ai monferrini di tramandare la memoria storica di molti fatti importanti: la formazione del marchesato, effettivamente sancita in un atto del Sacro Romano Impero siglato da Ottone I nel 967, il primo documento che si riferisce al feudo con tale denominazione toponomastica, e la fondazione dell’abbazia di Lucedio e della grangia di Pobietto, di cui quest’anno ricorre il 900° anniversario.

L’attuale primo conservatore del Bosco delle Sorti della Partecipanza di Trino è IVANO FERRARROTTI.

L’insediamento dei benedettini-cistercensi a Lucedio e Pobietto risale al 1224 e la Carta delle Libertà firmata dal marchese del Monferrato Guglielmo VII “il Grande” nel 1275 attesta l’assegnazione del possesso di una parte dei terreni donati ai monaci ad alcuni cittadini dell’allora borgo franco monferrino e i cui discendenti sono gli attuali proprietari e conservatori del Bosco delle Sorti della Partecipanza di Trino, l’ultimo ‘relitto’ di foresta planiziale che in passato si estendeva in tutta la Pianura Padana… Tante storie fantastiche, ma vere, infatti spiegano la realtà odierna in Monferrato, ovvero l’esistenza di una rigogliosa popolazione vegetale: nelle colline tanti boschi ‘a macchia di leopardo’, tra cui spicca la Riserva Speciale del Sacro Monte di Crea, un’area che nel repertorio di WHS / World Heritage Sites (siti patrimonio dell’umanità) UNESCO è inclusa nella ‘collezione’ di 9 Sacri Monti di Piemonte e Lombardia e anche nella serie di zone di Paesaggi Vitivinicoli del Piemonte / Langhe-Roero-Monferrato, e in pianura molte piantagioni, soprattutto pioppeti, dal cui nome in latino deriva l’appellativo che contrassegna Casale Popolo, una frazione di Casale Monferrato.

 

Lo ‘scrigno’ in cui sono custoditi i materiali informativi che illustrano i ‘tesori della natura’ conservati in Monferrato da guardie forestali e volontari cooperanti alla cura delle AREE PROTETTE DEL PO PIEMONTESE esposto allo stand nella 75esima Mostra Regionale di San Giuseppe, in svolgimento a Casale Monferrato dal 16 al 24 MARZO, dove è stata raccolta questa testimonianza del primo conservatore del Bosco delle Sorti della Partecipanza di Trino, Ivano Ferrarotti, che nell’autunno 2023 aveva partecipato al seminario svolto alla fiera dell verde e dell’agricoltura con la referente del Progetto SPEAK FOR NATURE

E il 2024 è anche un duplice anniversario nel ‘mondo’ della comunicazione mondiale e nazionale: il 150° della nascita di Guglielmo Marconi, che alla 75ª Mostra Regionale di San Giuseppe viene ricordato dai marconisti della sezione cittadina dell’ARI / Associazione Radioamatori Italiani, e il 100° dalla prima trasmissione di programmi radiofonici in Italia, evocato anche dalla presenza di Radio IN FIORE nella fiera.

La puntata di RACCONTAMI UNA STORIA, il programma condotto da trasmesso da Radio IN FIORE nella postazione alla 75ª Mostra Regionale di San Giuseppe, gli speaker Paolo, Lulù e Pietro insieme agli ospiti, Marco e Silvestro del Gruppo Astrofili Casalese ‘Giovanni Celoria’ hanno descritto l’equinozio di primavera, ricordato il detto A San Benedetto la rondine torna sotto il tetto e rammentato che il proverbio Una rondine non fa primavera veniva detto già nel IV secolo a. C., infatti è citato da Aristotele nel suo trattato filosofico Etica Nicomachea, leggendo la prefazione all’antologia di motti, proverbi e luoghi comuni redatta da Claudio Castagnone, autore di “una collana di ricordi”, una serie di libri in cui è documentata la memoria di tradizioni, fatti, parole e locuzioni che compongono il mosaico di eredità culturali dei contadini monferrini. Inoltre, hanno rivolto attenzione alle ricorrenze, curiosamente coincidenti, della Giornata Mondiale della Poesia e della Giornata Internazionale delle Foreste trasmettendo CI VUOLE UN FIORE, la canzone il cui testo – che è una filastrocca di Gianni Rodari – spiega che per fabbricare gli oggetti di uso quotidiano, come un tavolo costruito da un falegname, ovvero un artigiano, serve il legno, quindi il tronco di albero, cioè di una pianta silvestre, germogliata da un fiore e  cresciuta in boschi e foreste salvaguardate dalle guardie forestali o nelle piantagioni curate dagli agricoltori.

 

Condividi