Il toponimo di Casale Popolo identifica la frazione di Casale Monferrato in riferimento al populus, cioè al pioppeto e alle foreste che un tempo erano l’habitat e la principale risorsa economica della popolazione del Monferrato

Un territorio i cui confini sono “scomparsi” dalle mappe geografiche, in cui invece ne rimane tracce indelebile nei nomi di cittadine storiche, borghi antichi e località emblematiche, il Monferrato consiste soprattutto in un corposo e variegato patrimonio di eredità culturali “immerse” e “sommerse” nel retroterra locale: un dialetto in estinzione e il retaggio di una civiltà prosperata nel medioevo e in epoca rinascimentale. Un tesoro che costituisce la ricchezza “speciale”, unica e identitaria, degli abitanti del territorio, che lo conservano praticando antiche tradizioni, in particolare rinnovando le ricette della cucina tipica locale, in cui si esprime il genius loci e viene tramandata la memoria storica di un passato ormai molto remoto, cioè del marchesato realmente esistito dal X al XVIII secolo. In particolare, storie e leggende in cui si conserva il ricordo delle vicende che spiegano l’origine del Monferrato e il legame indissolubile tra il territorio e le “sue” foreste selvatiche, oggi parchi curati da guardie e conservatori e piantagioni coltivate da agronomi e agricoltori. Infatti la fondazione del feudo avvenne tramite il conferimento attribuito al capostipite della dinastia di marchesi che per oltre 500 anni e quasi 6 secoli, dal X al XVI, ha governato l’area che prima da franchi, goti e longobardi era denominata wast, cioè “vastitudine di terre selvatiche” poiché vi predominavano paludi, brughiere, boschi, foreste e, appunto, selve. Queste aree oggi comprese nelle province di Alessandria, Asti, Genova, Savona, Torino e Vercelli, vennero progressivamente assegnate ad Aleramo, che la leggenda eziologica narra fosse nato in loco ma non un indigeno, non “originario” del posto bensì, come adesso si dice, “naturalizzato” e, come un tempo si diceva, “trapiantato” in Monferrato…

Il primo marchese del Monferrato, Aleramo era un cavaliere, protagonista di molte rocambolesche e romantiche avventure. Nato durante il viaggio dei genitori, nobili franchi, in pellegrinaggio per Roma, venne affidato alle cure di una balia del luogo e crebbe allevato da una famiglia di contadini. Fece una brillante carriera militare nell’esercito del re d’Italia, in cui si arruolò come cuoco e si fece notare compiendo valorose imprese nelle battaglie contro i saraceni che, all’epoca, dagli approdi sulle coste facevano scorribande in Provenza e Piemonte. Nominato coppiere del sovrano, a corte si innamorò di una figlia del re-imperatore (cronologicamente, non uno bensì tanti che si sono succeduti nell’arco di tempo in cui Aleramo ha vissuto: Rodolfo II di Borgogna, poi Ugo di Provenza, quindi Lotario d’Arles, spodestato da Berengario II e, infine, Ottone I di Sassonia incoronato imperatore del Sacro Romano Impero al fianco della seconda moglie, Adelaide di Borgogna che, essendo figlia di Rodolfo e vedova di Lotario, era la legittima erede al trono italiano). Nella fuga d’amore con la fiabesca principessa rifugiatosi nella terra natia, dove lavorava come carbunin (boscaiolo), si riscattò soccorrendo il suocero, caduto da cavallo durante una battuta di caccia nella foresta. Storicamente, il primo titolo feudale di cui venne insignito fu la corte Auriola, ovvero l’area che oggi è situata tra Leri, una frazione del comune di Trino Vercellese che un tempo era la tenuta agricola di Camillo Benso di Cavour, Lucedio (il cui toponimo Lucus Dei identificava la zona come quella di un bosco sacro) in cui venne fondata un’abazia dei cistercensi, la seconda in Italia, oggi un sito archeologico e una tenuta agricola, e il Bosco delle Sorti della Partecipanza di Trino, dal 1275 un possedimento curato dai conservatori del patrimonio e oggi una riserva naturale compresa nel sistema della aree protette dalla tutela dell’ente Parco del Po Vercellese-Alessandrino e gestita con criteri e metodi di sostenibilità certificati da FSC. Tra il XII e il XVI secolo i marchesi del Monferrato e i loro discendenti, un ramo della dinastia dei Gonzaga, ebbero particolari cure alla conservazione di un luogo particolare, il Sacro Monte di Crea, oggi un sito UNESCO, e con interventi attuati nel XX secolo molte altre zone montane e boschive della provincia alessandrina sono diventate parchi tutelati come beni e patrimoni ambientali.

Senza soluzione di continuità con il passato, nel presente molti e vasti terreni del territorio alessandrino sono destinati alle coltivazioni di alberi da frutto e alle piantagioni di fusti arborei… Alcuni neonati e secolari esemplari del territorio sono piante emblematiche, alberi che raccontano la storia del Monferrato “dal vivo”. Ad esempio: il pioppo ALERAMO, figlio della texana Populus deltoides Marshall e del Populus nigra L. di Rosignano Monferrato; l’ARBORETO DELLA MEMORIA che l’Associazione PiantiaMo ha creato e cura alla Cittadella di Casale Monferrato; la cerro-sughera RUL VERDA, una Quercus Crenata alta quasi 30 metri che ha un’età stimata di circa 140 anni; l’epifita BIALBERO di Casorzo, un gelso in cui si è spontaneamente innestato un ciliegio; il singolare, unico al mondo, POZZALBERO del Castello di Frassinello, un gelso che “abbraccia” la sorgiva accanto a cui forse è stato appositamente piantato, o chissà…

PROGRAMMA EVENTI MONFERRATO GREEN FARM

  • venerdì 3 aprile alle h 18 : ASSOCIAZIONI FONDIARIE – Il dottor ENRICO RAINA della Regione Piemonte illustrerà caratteristiche e funzionalità delle nuove figure giuridiche riconosciute dalla Legge regionale n° 21-2/11/2016. A testimoniarne l’efficacia per rivitalizzare le attività agro-silvo-pastorali, garantire la conservazione del paesaggio e incentivare il turismo e le produzioni locali intervengono i signori GUERRINI e BELLO, rispettivamente sindaci di Carrega Ligure e di Grondona
  • venerdì 3 aprile alle ha 20,30 : START UP SOSTENIBILI – Il professor GIANCARLO DURANDO, direttore scientifico di MONFERRATO GREEN FARM, presenta alcune iniziative imprenditoriali e aggregative “germogliate” nel Monferrato: un team di GREEN-DESIGNER, un laboratorio di BIO-ARCHITETTURA, il gruppo L’ALVEARE CHE DICE SÌ, l’Associazione PIANTIAMO,…
  • sabato 4 aprile all h 11 : TECNICHE DI INNESTO DEGLI ALBERI DA FRUTTO : Laboratorio organizzato per iniziativa dell’ISTITUTO TECNICO AGRARIO STATALE “V. LUPARIA” di Rosignano Monferrato e svolto a cura di periti dell’Azienda Agicola MIRAVALLE di Casale Monferrato
  • domenica 5 aprile alle h 16,30 : GESTIONE DELL’OLIVETOCURA E POTATURA DEGLI ULIVI – Laboratorio didattico svolto dal potatore LUCA GIOVANETTO, professionista esperto e qualificato con riconoscimenti della Scuola Nazionale di Potatura dell’Olivo. Iniziativa organizzata da ASSPO /Associazione Piemontese Olivicoltori in collaborazione con l’ISTITUTO TECNICO AGRARIO STATALE “V. LUPARIA” di Rosignano Monferrato.
  • incontro sul tema BOSCHI E PIANTAGIONI, PATRIMONI FORESTALI (in definizione)
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